CARTA ETICA DEI DIRITTI DELL’ASINO

L’oggetto della presente carta è stabilire le modalità di una corretta relazione fra uomo e asino, preservando il valore storico, sociale ed economico della domesticazione dell’animale e la espressione etologica dell’asino.

Diritto ad un utilizzo corretto e rispettoso


L'asino è stato storicamente in rapporto domestico con l’uomo. Questa combinazione ha rappresentato uno dei fattori che hanno determinato lo sviluppo economico dell’umanità, ma talora ha rappresentato una forma di bieco sfruttamento delle sue doti di adattamento alla fatica e di sopportazione. E’ necessario promuovere un rapporto eticamente compatibile con l’asino.

1.1) L’asino ha diritto a vivere una vita in armonia con le proprie caratteristiche. L'uso dell’asino ad ausilio delle attività umane deve essere inteso come scambio equo, senza prevaricazioni dell’uomo, compatibile con i ritmi, le attitudini, la prestanza fisica dell’animale. Una lunga storia di studi ed osservazioni ha codificato parametri di utilizzo coerenti alla tutela del benessere dell'animale stesso.

1.2) Nel cammino, l'andatura deve essere naturale, mai forzata, e rispettosa della lentezza tipica dell’asino.
Egli può essere sollecitato in modo leggero con le mani, con la corda di guida e con incitamenti vocali, non ricorrendo in alcun caso alle percosse.

1.3) Nelle attività di carico a basto, occorre valutare la fisicità dell'asino. Nei soggetti maturi ed ancora giovani il rapporto peso del carico - peso dell'animale non deve comunque superare un terzo. Nel caso di percorsi e
trekking in montagna con dislivelli che superano i 300 mt complessivi (salita e discesa) e oltre le tre ore di cammino, occorre ridurre ad un quarto il rapporto tra peso del carico e peso dell'animale. Lo stesso discorso
di riduzione si applica a soggetti che abbiano già superato i 15 anni di età.

1.4) Nel carico del materiale bisogna tenere presente oltre al peso anche all'ingombro, per cui il carico non deve impedire la visuale all'animale.

1.5) Nelle attività di lavoro con basto occorre assicurarsi della corretta montatura del basto, del carico e della compatibilità degli attrezzi di lavoro al fine di evitare danni al corpo dell’animale. Non possono essere caricati sull’asino materiali pericolosi o nocivi alla salute degli esseri viventi.

1.6) Nel corso delle attività di trekking o di lavoro con animali carichi è necessario far riposare l'animale con soste ripetute e almeno ogni ora di cammino. Ogni tre ore è necessario scaricare l'asino dal carico e dal basto.

1.7) Nelle attività di trekking è necessario tenere presente la morfologia del territorio ed evitare sentieri pericolosi, itinerari esposti, terreni ghiaiosi e scivolosi e qualsiasi situazione metta a repentaglio la sicurezza
dell'animale evitando di conseguenza tutti gli itinerari classificati come (EE escursionistico per esperti) e (EEA escursionistico per esperti/alpinistico) nella tabella di classificazione CAI (Club Alpino Italiano).

1.8) Nelle attività di lavoro a traino l'asino deve avere beneficiato di un corretto addestramento preliminare. Il conduttore deve usare un mezzo al traino in buone condizioni di scorrevolezza ed in tal modo mettere un animale maturo e giovane nelle condizioni di trainare come peso massimo tre volte il proprio peso.

1.9) Il conduttore deve scegliere con accuratezza il “rotabile” che potrà essere a due o quattro ruote ed eventualmente trainato da un solo animale o da una pariglia affiancata od a tandem. Nel caso di uso a pariglia o tandem l’addestramento deve essere più accurato, scegliendo soggetti con un buon affiatamento e di simili proporzioni.

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